Mercoledì 8 Aprile 2026 09:04
Una speranza: passare oltre, ovvero, oltrepassare


Riflessione del vicario Reina in occasione della Pasqua. «Non vogliamo cedere alla rassegnazione e non vogliamo nemmeno che la nostra fede si muti in un’ingenua lettura della realtà. Abbiamo paura per quanto sta avvenendo ma sappiamo che il Crocifisso-Risorto è con noi, è per noi»
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«Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre» (Es 12,13). Con queste precise istruzioni il Signore indica in che modo avverrà la Pasqua. Anzi, ne spiega il significato sorgivo. Perché Pasqua è “passare oltre”; è memoriale di un Dio che, nel suo Figlio morto e Risorto, rende possibile per tutti la vittoria sulla schiavitù del peccato e ci fa entrare definitivamente nella libertà dei figli di Dio. Come cristiani nasciamo dalla Pasqua, portiamo lo stampo di questo “passare oltre”; non solo per quello che compie il Padre a nostro favore ma per quello che anche noi siamo chiamati a vivere. Nel nostro dna c’è l’istinto dell’oltrepassare.
Oltrepassare il peccato, la paura, la mediocrità, la superbia, l’egoismo, la cattiveria, l’orgoglio… Sappiamo che tutte queste forze ci abitano (e qualche volta ci possiedono), ma noi abbiamo ricevuto la grazia di oltrepassarle, di vincerle in virtù di Colui che per noi è morto ed è Risorto. Eppure quest’anno – forse più degli anni precedenti – ci sentiamo bloccati da tutto quello che sta succedendo nel mondo. La “terza guerra mondiale a pezzi” (Papa Francesco) sta terribilmente componendo il proprio puzzle; gli scenari di violenza, se non sono ancora a casa nostra fisicamente, lo sono attraverso gli effetti che ogni guerra determina. Viviamo questa Pasqua tra incertezze economiche ed energetiche, tra minacce belliche e continui capovolgimenti politici. Cosa vorrà dire, dentro questa cornice, celebrare la Pasqua?
Come vorremmo che la “pietra” violenta di ogni guerra fosse definitivamente allontanata come lo fu quella del sepolcro! Come vorremmo sentire e vivere quel saluto che il Risorto ha regalato ai suoi discepoli, prima parola della nuova creazione: “Pace a voi!”. Non vogliamo cedere alla rassegnazione e non vogliamo nemmeno che la nostra fede si muti in un’ingenua lettura della realtà. Abbiamo paura per quello che sta avvenendo; sentiamo il grido di tanti fratelli e sorelle che in questo momento soffrono e muoiono per via delle guerre; siamo indignati per questo uso indiscriminato degli armamenti e per una società che sembra volersi strutturare attorno alla logica folle del “più forte”. Dopo la terribile esperienza delle due guerre mondiali del secolo scorso, avvertiamo la sconfitta della memoria e della storia per non aver capito la lezione che la guerra provoca solo morte, desiderio di vendetta, povertà e miseria. E dentro questo groviglio di sentimenti e di paure accettiamo la sfida di vivere questa Pasqua sapendo che il Crocifisso-Risorto è totalmente immerso nella nostra vicenda; è con noi, è per noi. È schierato dalla parte dei tanti che soffrono, è con i genitori che piangono i loro figli, è in chi è barricato in casa o in chi una casa l’ha persa. È alle porte del cuore dei potenti che sganciano le bombe. E bussa. E non si stanca di bussare, nell’attesa che qualcuno si accorga di Lui e fermi la mano omicida per “passare oltre”, per oltrepassare la brama di potere e accettare la scommessa di una vita che si fa dono e di popoli che sanno convivere accogliendo e rispettando le diversità.
Il nostro augurio per questa Pasqua non può che farsi preghiera affinché ognuno lasci spazio al Risorto, ai suoi sentimenti di misericordia, alla sua volontà di portare la pace, al suo rimanere ancora inchiodato sulla croce dei crocifissi per garantire che saranno con Lui, nel suo Regno, al suo sangue sparso per noi affinché, insieme a Lui e grazie a Lui, tutti possiamo “oltrepassare” la guerra e giungere alla pace. Auguri di cuore.
8 aprile 2026
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