Lunedì 15 Giugno 2026 11:06
Il Centro La Famiglia: 60 anni di storia, con lo sguardo al futuro


L'anniversario celebrato con una Messa presieduta dal cardinale Reina. Tra i progetti in cantiere, l'apertura di nuovi spazi in 3 municipi e il riconoscimento professionale dei consulenti
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Sessant’anni di volti, di storie e di relazioni. Sessant’anni trascorsi accanto a single che hanno perso la fiducia in sé stessi, a coppie che non riescono più a comunicare e a genitori che faticano a comprendere i figli. Dal 1966 nel Palazzo Maffei Marescotti di via della Pigna 13, nel cuore di Roma, il “Centro La Famiglia La Pigna” ha accolto migliaia di persone. Solo negli ultimi dieci anni sono stati 6.500 gli utenti accompagnati e oltre 30mila i colloqui effettuati.
L’anniversario del consultorio, fondato da padre Luciano Cupia e da Rosalba Fanelli, è stato celebrato sabato 13 giugno. Un lungo pomeriggio volto a ripercorrere la storia del Centro, aperto dalla Messa di ringraziamento presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina. Nel giorno in cui la Chiesa fa memoria del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria, la liturgia ha proposto l’episodio evangelico della perdita e del ritrovamento di Gesù tra i dottori del tempio, l’unico brano che descrive Cristo adolescente. Un passo giudicato «provvidenziale» dal porporato, poiché restituisce «una scena familiare, un momento drammatico vissuto da una famiglia: un figlio che si perde». Una situazione che, se letta in senso lato, è «estremamente attuale e aiuta a riflettere su quanto sia fondamentale l’opera compiuta dal consultorio».
Dalla pericope il vicario ha estratto il verbo “custodire”, che ha identificato come azione simbolo dell’anniversario perché «un consultorio custodisce la famiglia, la coppia, la persona». Custodisce anche la fragilità, ha riflettuto Reina, sottolineando come nel contesto attuale, influenzato da una tecnologia che «non contempla la fragilità», basata su un algoritmo perfetto, la comunità ecclesiale è chiamata a far comprendere che «la fragilità fa parte della vita di ognuno, a far prendere atto che non tutto funziona alla perfezione». Un consultorio deve pertanto custodire anche «il fallimento, lo scoraggiamento, lo smarrimento, perché arriverà il momento in cui se ne comprenderà il significato».
In questo tempo «drammatico» segnato da dipendenze e sfaldamenti affettivi, il consultorio non è chiamato a compiere una mera azione consolatoria, «non deve fare delle carezze», ha affermato ancora il cardinale, ma ha il compito di «aiutare la Chiesa di Roma ad alzare la voce sulle cose che non vanno, sulle piste nuove da aprire, sul sostegno che insieme abbiamo il dovere di dare a tutte le famiglie». Una responsabilità che non riguarda solo i consulenti professionisti. «Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte – ha concluso il vicario -, ad aprire gli occhi per servire l’uomo e la donna, la famiglia di oggi».
Il “Centro La Famiglia La Pigna” ha sportelli anche a Centocelle, Flaminio, Nuovo Salario e Tor Bella Monaca. Nell’ultimo anno, l’utenza è stata composta per il 62% da donne, per il 24% da uomini e per il 14% da coppie. I disagi trattati si distribuiscono tra problemi personali legati alla bassa autostima, a difficoltà relazionali e alla perdita del lavoro (46%), problemi di relazione familiare, di coppia e separazione (30%), difficoltà nel rapporto genitori-figli e problematiche dell’adolescenza (24%).
Da vent’anni alla guida del centro c’è padre Alfredo Feretti che traduce il lavoro svolto in «accompagnamento, accoglienza e grande spirito di generosità». Lo slogan scelto per l’anniversario è stato “Qui e oltre. 60 anni di relazione”. Guardando all’“oltre”, il sacerdote ha elencato tre progetti in cantiere. Il primo riguarda il riconoscimento professionale del consulente familiare, figura «riconosciuta nel mondo anglosassone» ma ancora poco valorizzata in Italia. Il secondo è l’apertura di nuovi spazi nelle sedi dei municipi III, XI e XII. L’ultimo riguarda il campo delle disabilità comunicative, «le meno aiutate». Il consultorio ha già avviato un progetto «di autonomia in cucina e un centro estivo per ragazzi con bisogni comunicativi complessi, applicando la metodologia della comunicazione aumentativa e alternativa».
Oggi il Centro segue famiglie molto diverse da quelle per il quale il servizio è stato fondato. «Ci sono famiglie dai molteplici volti – riflette il sacerdote -: a volte composte da una persona sola, o da due, o da una madre con un figlio o due figli, separati, divorziati. In tanti chiedono aiuto». Di stringente attualità anche l’impatto della tecnologia, specie tra i giovani. «Sempre più ragazzi chiedono a Chat Gpt se sono in depressione – le parole di padre Feretti -. La cosa che più ci sta a cuore è salvare l’umano». Padre Alfredo è alla guida del primo consultorio laico della Capitale e questo può rappresentare un valore aggiunto. «Io non rinuncio a nulla dei miei valori – dice -, e chiunque viene accolto perché si cerca il bene della persona. E il bene della persona corrisponde sempre al bene che Dio vuole a ciascuno. In questi anni c’è stato anche chi ha chiesto il battesimo».
15 giugno 2026
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