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Lunedì 15 Giugno 2026 11:06

Bidello indagato per presunte molestie su un alunno di 6 anni: decisiva la testimonianza di un compagno

Nel quartiere Nomentano, il custode di un istituto scolastico modello si trova attualmente sotto indagine...

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Nel quartiere Nomentano, il custode di un istituto scolastico modello si trova attualmente sotto indagine per la presunta molestia ai danni di un alunno di soli 6 anni. A sostenere l’accusa, al momento, è la testimonianza decisiva di un altro studente: un bambino di 10 anni. Nonostante l’età ravvicinata, quest’ultimo ha dimostrato grande precisione e fermezza durante l’incidente probatorio finalizzato a chiarire la dinamica dell’evento, avvenuto verso la fine dello scorso dicembre.

«Ho visto il bidello toccare (…) nelle parti intime nel bagno della scuola», ha dichiarato con sicurezza il testimone.

È stata proprio questa rivelazione a far scattare l’indagine per violenza su minore a carico dell’operatore scolastico. Tuttavia, nello stesso confronto giudiziario svoltosi venerdì, è stato ascoltato anche il bambino di 6 anni. Il piccolo, contrariamente al compagno, ha punteggiato il suo racconto di dinieghi e amnesie, finendo di fatto per smentire la ricostruzione del testimone.

La netta divergenza tra le due deposizioni solleva un interrogativo cruciale: quale dei due bambini sta riferendo la realtà? Da un lato si nega ogni coinvolgimento, dall’altro non si ritratta, arricchendo anzi la sua testimonianza di particolari secondari che rendono difficile un’archiviazione immediata del caso.

Ad attirare l’attenzione dei magistrati è stato un aneddoto specifico: il bambino di 10 anni ha raccontato di aver sorpreso il custode a consumare della pizza e che quest’ultimo lo avrebbe pregato di non farne parola, essendo vietato introdurre cibo cotto in quel locale. Gli inquirenti si interrogano ora su quanti altri segreti l’uomo possa aver chiesto di custodire. Va inoltre evidenziato come dalle indagini sia emersa l’assoluta assenza di vecchi rancori tra il testimone e l’indagato.

Allo stesso tempo, il totale silenzio della presunta vittima sui presunti abusi ha un peso rilevante. Gli investigatori, tuttavia, non escludono che l’atteggiamento del bimbo possa essere dettato dal trauma o dalla vergogna. Rimane infine un dubbio centrale che preoccupa la Procura: la possibilità che Luca, pur agendo in perfetta buona fede, abbia equivocato un gesto d’aiuto del bidello verso il compagno in un momento di necessità.

I fatti risalgono alle vacanze natalizie del dicembre 2025 quando, durante la ricreazione, il bambino di 10 anni è entrato nei servizi igienici della scuola. Lì ha scorto il bidello insieme alla presunta vittima, assistendo a quello che ha descritto come un palpeggiamento nelle zone intime del piccolo. Dopo l’immediata segnalazione del testimone, la dirigenza scolastica ha provveduto a informare la Procura, come previsto dalla legge.

Poiché il dipendente non ha mai ricevuto lamentele in passato ed è incensurato, l’istituto ha scelto di non sospenderlo dal servizio, limitandosi a disporre misure cautelari per evitare che si ritrovi da solo a stretto contatto con gli alunni.

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