Lunedì 15 Giugno 2026 12:06
Partono gli oratori estivi, tra crescita e divertimento


Il ruolo di animatori ed educatori. Il 18 giugno a Zoomarine la festa con il vescovo Carlevale. Don Lorenzo (Gesù Divino Maestro): «I ragazzi, abituati a vivere spesso più nel virtuale che nel reale, hanno un grande bisogno di stare con gli altri»
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Il gioco e la preghiera, la gioia di stare insieme e quella sana fatica che a fine giornata ti lascia distrutto ma felice. Con la fine della scuola, le vacanze di migliaia di bambini e ragazzi romani sono iniziate anche nelle tante parrocchie che hanno aperto le loro porte a giochi, laboratori, canzoni, momenti di preghiera e di relazione. Che venga chiamato “Oratorio Estivo” o “Estate Ragazzi” o “Gruppo Estivo” (Grest), non è solo un prezioso servizio per le famiglie e un momento di sana aggregazione comunitaria: «È soprattutto un percorso che mette al centro la persona nella sua totalità, durante il quale abbiamo l’occasione di parlare a bambini e ragazzi di Gesù e della buona notizia che fin da subito Lui ha per la loro vita».
Don Lorenzo Colombo, 27 anni, è vice parroco a Gesù Divino Maestro (zona Pineta Sacchetti – Gemelli), dove sono 180 i bambini e ragazzi fra i 6 e i 14 anni accolti dalle 8 alle 16.30, per quattro settimane. Qui il percorso scelto (“ Come mi vedi?”) è quello dell’Ores (Oratori Estivi), ideato dagli Uffici diocesani per la pastorale giovanile e per la catechesi e dal Cor, con il contributo di Caritas diocesana, Agesci Lazio e Azione cattolica. Ispirato al passo evangelico della Samaritana, è un cammino alla scoperta di sé, fino alla scelta di costruire il bene ogni giorno. La storia di “Aladino e il Genio della lampada”, nella versione resa celebre dal film Disney, fornisce l’ambientazione fantastica di supporto. Il 18, a Zoomarine, ci sarà la festa degli oratori estivi con il vescovo Andrea Carlevale.
«A casa – dice don Lorenzo – i bambini raccontano con entusiasmo ciò che vivono al Grest e questo testimonia la loro felicità: i genitori capiscono che non è solo gioco, ma un percorso formativo». Reso possibile dagli educatori (55 fra ragazzi e ragazze) che «offrono il loro servizio in modo totalmente gratuito: una scelta controcorrente in un tempo in cui tutto sembra avere un tornaconto». Una considerazione condivisa anche da don Matteo Colucci, 32 anni, vice parroco a Sant’Ugo (zona Serpentara), che di animatori ne conta 140: «Sono giovani di 14-18 anni che vivono un’esperienza concreta di gratuità, mettendo da parte i propri bisogni per dare priorità a quelli degli altri. Con l’oratorio e i campi estivi – spiega – i ragazzi vedono i sacerdoti impegnati in un servizio faticoso e concreto, diverso dai compiti abituali. Questa vicinanza aiuta ad abbattere pregiudizi, facilita la relazione e rafforza la fiducia nella parrocchia. Così l’oratorio estivo diventa un’occasione in cui tanti adolescenti possono iniziare a esplorare le domande che si portano dentro. Magari tu non te lo aspetti, ma arriva l’occasione in cui quelle domande emergono e chiedono di essere ascoltate». A Sant’Ugo per quattro settimane vengono accolti mediamente 200 bambini (6-13 anni) dalle 8 alle 16.45. «Io stesso – ricorda don Matteo – sono cresciuto all’oratorio estivo, quando ero liceale facevo l’animatore. Ai genitori dico sempre che la catechesi ordinaria continua d’estate nella forma dell’oratorio estivo: cambia la forma ma l’obiettivo è sempre l’annuncio del Vangelo».
A Gesù Divino Maestro la giornata del Grest. è finita. Anche per gli educatori. Emanuele, 19 anni, a breve è atteso dall’esame di Maturità. «Oggi sono venuto solo per un giorno, poi dovrò studiare. Ma appena finisco gli esami verrò sempre. Qui sto con i ragazzi della mia età, è un bel gruppo. Dà soddisfazione organizzare le giornate e vedere che il percorso funziona. Impariamo molto anche noi grandi. E poi stare con i bambini è bello: li vedi crescere, li accompagni un po’ nel tempo, stringi legami. E loro si fidano di te: è una responsabilità». Don Lorenzo annota: «I ragazzi, abituati a vivere spesso più nel virtuale che nel reale, hanno un grande bisogno di stare con gli altri. Le giornate intere che qui trascorrono insieme li aiutano a riscoprire il valore delle relazioni autentiche, fatte anche di litigi e riconciliazioni. Tra bambini ed educatori nascono legami forti, tanto che l’ultimo giorno spesso piangono tutti. coprono che la relazione dal vivo è ciò che conta davvero».
15 giugno 2026
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