Largo di Torre Argentina

Largo di Torre Argentina - 00186 Roma
Pigna [R.IX]
Centro Storico [1A]

Nel 1503 il prelato, cerimoniere pontificio e cronista dell'epoca, Giovanni Burckhardt di Strasburgo, Città che all'epoca antica si chiamava Argentoratum,
costruì in Via del Sudario un palazzo, la Casa del Burcardo, che incorporò una torre che volle chiamare Torre Argentina, dal quale il
nome della Piazza.

Al centro della piazza, che si trova nel campo Marzio, vi sono gli scavi eseguiti tra il 1926 ed il 1930 che portarono alla luce l'Area Sacra con
quattro Tempi della Roma Repubblicana di cui non è nota la divinità a cui erano dedicati.

I tempi sono tutti con il prospetto verso l'unica piazza centrale e solo uno, il centrale, è circolare, con 15 colonne di cui ne rimangono solo sei.
Più volte restaurato al tempo della repubblica e poi durante l'Impero, vi furono realizzati accanto due edifici quadrati che si trovano tra
questo tempio e un altro, con colonne di tufo in gran parte ben conservate. Gli altri due tempi si trovano dalla parte opposta
del tempio tondo; quello più prossimo si trova ad un livelli molto inferiore agli altri ed è realizzato con grandi massi di tufo squadrati;
la costruzione viene fatta risalire al IV o III secolo a.C., epoca delle mura serviane, così realizzate.

L'ultimo dei quattro tempi, che risale al II secolo a.C., è realizzato in travertino, rifatto in epoca repubblicana, è stato scavato solo
per una parte trovandosi sotto la Via Florida. Nella parte posteriore dei tempi resti di edifici di età Imperiale.

Nell'angolo tra Via Florida e San Nicola dei Cesarini si trova la Torre detta Papito o Boccamazzi con un piccolo porticato ricostruito
nel 1932; le antiche parti delle colonne sono emerse dallo scavo.

Durante gli scavi nei pressi del tempio circolare furono reperite testa, braccia e piedi di quella che doveva essere stata una colossale statua,
attribuita alla "Dea della Fortuna", e facente parte di quel tipo di statue realizzate con le parti coperte in metallo, generalmente bronzo,
mentre in marmo erano le parti scoperte. I reperti della statua sono al Museo del Palazzo dei Conservatori.

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