Basilica di Santa Maria Maggiore

Piazza di S. Maria Maggiore - 00185 Roma
Esquilino [R.XV]
Esquilino [1E]

Una delle quattro Basiliche patriarcali di Roma con San Giovanni in Laterano, San Pietro in Vaticano e San Paolo fuori le mura.

E' detta anche Liberiana perché identificata con la basilica costruita da Papa Liberio nel punto indicatogli da una visione e da una miracolosa nevicata verificatasi, secondo una leggenda, nell'agosto del 356, da cui l'altro nome di Santa Maria della Neve. Par certo invece che la Liberiana fosse in altro luogo e che questa fu eretta per volere di Sisto III (432-440) all'indomani del concilio di Efeso nell'anno 431, che rivendicò alla Madonna il titolo di Madre di Dio.

L'abside fu rifatta da Nicolò IV (1288-1292), Clemente X (1670-76) rifece la facciata principale, ma l'attuale versione è opera di F.Fuga (1743-50) che sovrappose all'antico prospetto una nuova facciata, chiusa tra due ali a forma di palazzi dai quali emerge a destra l'alto e romantico campanile romanico a cuspide piramidale, del 1375-76, che con i suoi 75 metri, è il più alto di Roma.
La loggia che si apre sopra il portico conserva i mosaici firmati da Filippo Rusuti (fine del XIII secolo), a sinistra è la Porta Santa.

Il grandioso ed armonioso interno della Basilica, lungo 86 metri, diviso in tre navate da colonne monolitiche (36 di marmo dell'Imetto e 4 di granito) con capitelli ionici che sostengono direttamente la trabeazione ornata da un fregio di mosaico, custodisce ancora preziose testimonianze delle sue origini paleocristiane. I mosaici della navata mediana e quelli del grandioso arco trionfale risalgono all'epoca di Sisto III (432-440) mentre quelli dell'abside sono di Jacopo Torriti, discepolo di Cavallini, che raffigurò, nel 1295, l'Incoronazione di Maria.

Tra le tante Cappelle interne alla Basilica due sono degne di particolare nota: la Cappella Sistina del Santissimo Sacramento iniziata nel 1585 da Sisto V, Felice Peretti, per opera di Domenico Fontana e la Cappella Paolina o Borghese e ordinata da Paolo V, Camillo Borghese, a Flaminio Ponzio, e compiuta nel 1611.

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